Chi ha paura di Google Panda?

Ogni volta che Google modifica l’algoritmo l’atmosfera generale è un pò di Armageddon: alternativamente per qualcuno è la fine della SEO, per qualcun’altro i cattivi spammer black hat verranno puniti nel giudizio finale di Google…repertorio che non manca in occasione di questo Google Panda,  di cui embeddo qui sotto un interessante video di Enrico Madrigano che spiega che cos’e’ Google Panda, come influisce il suo algoritmo sulle penalizzazioni e sul ranking dei siti web.

Innanzitutto c’è da dire che Google Panda Update non è un algoritmo che colpisce in real time ma a intervalli temporali occasionali. Sono già state un paio le update di Panda e sembra che a breve potrebbe anche arrivare a Google.it. Vediamo quindi più da vicino quali sono per Madri le caratteristiche dell’algoritmo.

Le novità del nuovo algoritmo di Google “Panda Update”

La prima grande novità di Panda sembra essere il focus sulla qualità dei contenuti: come Madri rileva, non si tratta precisamente di una novità, ma di una tendenza che a fasi alterne ha interessato i fattori di ranking di Google (vedi a questo proposito il video Seo: il futuro dei motori di ricerca).

Una prima questione in ogni caso è: cosa si intende con “qualità dei contenuti”? La risposta di Google avviene manco a dirlo con delle domande (tradotte qui), una sorta di analisi su certe caratteristiche che dovrebbero garantire a un sito la qualità, che tuttavia, per la loro vaghezza, hanno lasciato spazio all’ironia del forum GT e di Andrea Pernici:

 


Panda e le 23 domande Forum GT

Risposte alle domande di Google Panda

Insomma, la vaghezza e la difficolta a livello algoritmico di determinare la “qualità”, fa ipotizzare a Madri che  il Panda Revenge sia un lavoro di squadra tra l’algoritmo e dei quality raters speciali, capaci quindi di trarre conclusioni su un sito più specifiche, che valutino i differenti aspetti della qualità e dell’usabilità di una pagina web.

Per trarre una prima conclusione, ancora una volta sembra che i miglioramenti di Google vadano in direzione di dare un servizio qualitativamente maggiore all’utente che cerca i risultati in SERP e d’altra parte di affidarsi anche al giudizio dell’utente: in questo senso sembra che Panda insisterà sulla velocità di caricamento delle pagine, sul bounce rate / tempo di permanenza sulla pagina (d’altra parte chi è il propietario di Google Analytics?!).

Insomma, la risposta alla domanda su chi deve avere paura del Panda, può essere riassunta secondo Madri in siti dotati di queste caratteristiche:

sovraottimizzati, a livello on page e off page (anchor text dei link);
di grandi dimensioni, traffico, trust;
generalisti;
che vivono di traffico dalla long tail.
con troppa pubblicità (tale da mettere in secondo piano i testi) e pure spam.

E mò guardati il video di Madri:

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