Guida al posizionamento su Facebook

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La social media optimization è un falso problema?

Nel post precedente ho provato a indicare delle linee guida per il posizionamento su Twitter. In questo post continuo questa opera di social media optimization nella consapevolezza che è importante che il proprio messaggio non si perda nel fiume delle conversazioni, qualunque sia l’obiettivo finale che ci si prefigge nell’uso dei social media.

guida al posizionamento su facebook

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Cercando su Google, i risultati della SERP “posizionamento su facebook” si rivelano, al di là del numero, piuttosto modesti nel contenuto, lasciando forse intendere che non è ancora sentita l’esigenza di un approccio “scientifico” al tema del posizionamento.

Questa impressione mi sembra confermata da una estenuante ricerca (compiuta per dovere di documentazione!) delle prime 30? 50? pagine di ricerca della SERP di “social media optimization” (SMO, non potevo rinunciare all’acronimo perdonate la debolezza ;-) ), per cui ho trovato perlopiù definizioni vaghe e tematiche riguardanti il tema più vasto del social media marketing.

Posso spiegarmi questa anomalia con due ragioni, un pò provocatorie ma che spero suscitino il dibattito:

  • il problema della social media optimization è irrilevante: l’importante è comunicare efficacemente;
  • la social media optimization si riconduce in tutto per tutto (o per le linee principali) alle attività previste per la SEO;
  • la social media optimization è, per dirla alla fantozzi, una ca.. pazzesca.

Escludendo il terzo punto (se non altro perchè mi tocca cambiare argomento del post ;-D ) ritengo che un corretto posizionamento nei social media e grazie ai social media sia una risorsa in più per comunicare efficacemente.

Sul secondo punto posso dire che è forse vero per l’indicizzazione dei contenuti nei social media da parte di Google, ma non è detto che gli stessi criteri valgono per il posizionamento all’interno dei risultati di ricerca nei motori interni ai social media.

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La differenza tra la SEO, basata sull’algoritmo, e la SMO su Facebook, basata su di TE

Mi spiego: avete una pagina Facebook della vostra attività di viaggi (ancora!? sarà una voglia inconscia di vacanze ;-D ). Tizio cerca su Facebook la parola chiave “viaggi“. Che risultati gli escono? La pagina della vostra attività di viaggi? Non necessariamente.

Intendiamoci: nemmeno su Google esce necessariamente (in prima pagina o quasi) il vostro sito di viaggi. Ma mentre su Google con una efficace opera di ottimizzazione avete la buona probabilità di mantenere una posizione nella SERP, per tutti gli utenti che usano Google, per Facebook non funziona così:

a parità di parola chiave ricercata nella casella di ricerca di Facebook, i risultati di una ricerca su Facebook variano a seconda dell’utente

Potete constatarlo anche voi stessi cercando con account differenti la medesima parola chiave.

Non sto dicendo nè che il posizionamento nella ricerca interna di facebook risponde a una logica causale, ma nemmeno che come nella SEO ci possono essere dei criteri che contribuiscono per tutti al posizionamento. Questo perchè mentre per Google è il funzionamento dell’algoritmo a decidere le proprie preferenze,

su Facebook è l’utente a decidere cosa comparirà nei risultati di ricerca

E come poteva essere altrimenti nella piattaforma 2.0 per eccellenza?!

Sto dicendo che Facebook decide cosa visualizzare  modellando i risultati di ricerca su immagine e somiglianza dell’utente, almeno come appare nelle scelte compiute sul suo profilo.

Sì, perchè tutte le attività del nostro profilo di Facebook sono come una ricerca di mercato personalizzata: dimmi chi sei, dove vivi, cosa ti piace, che amici hai e ti dirò cosa cerchi.

Vediamo quindi le ricorrenze riscontrate che determinano il posizionamento delle pagine su Facebook, usando account diversi.

Guida al posizionamento su Facebook

Dai riscontri empirici che ho svolto, in linea di massima i criteri per cui certe pagine si posizionano nelle prime posizioni della ricerca possono essere i seguenti.

Ho tenuto conto nei risultati del formato “pagina” ma criteri analoghi valgono per gruppi e profili. Ecco in ordine cronologico i criteri secondo cui vengono ordinati i risultati di una ricerca:

presenza della parola chiave esatta e prominenza della stessa: adesempio, se cerco una pagina con la parola chiave “viaggi”, i miei primi risultati visualizzeranno la pagina “Viaggi” prima di altre pagine in cui la keyword “viaggi” compare dopo altre parole (quindi non in posizione preminente);

numero dei fans: con un criterio analogo alla link popularity di Google, Facebook decreta il successo di una pagina in base al numero di fans presenti.
caratteristiche comuni del risultato al proprio profilo: questo è l’aspetto più interessante del posizionamento su Facebook. Il secondo punto, il numero di fans di una pagina, può essere sorpassato da altre pagine con un numero minore di fans ma con caratteristiche comuni al nostro profilo. Come per dire:

la popolarità di una pagina non coincide con l’utilità.

Quali sono le caratteristiche del proprio profilo che incidono nei risultati di una ricerca? La località da cui si acccede ad esempio. Facebook potrebbe tenere conto dell’IP per determinare le preferenze di ricerca. E ovviamente, la risorsa più importante in comune tra un profilo e una pagina ricercata: gli amici in comune.

In definitiva il posizionamento su Facebook si fa umano, sancendo sempre più la centralità dell’utente finale nella scelta di cosa vale la pena di essere visualizzato. Che sia questa la SEO del web 3.0?

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One Response to “Guida al posizionamento su Facebook”

  1. [...] 2. l’azienda che nella sua campagna di marketing su Facebook ha usato la pagina fan invece del profilo pubblico, non deve dimenticare di compilare la pagina fan in tutti gli spazi. Lasciare vuoti i campi delle info, del messaggio, può portare a ridurre di molto le proprie potenzialità di posizionamento su Facebook. [...]

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