Guida al posizionamento su Twitter
Nel post precedente dedicato a un’introduzione a Twitter, in preda a una logorrea incontrollata mista a un pò di megalomania
non ho potuto resistere al conio di un nuovo acronimo, la TEO, ovvero la Twitter Engine Optimization (era forse meglio TSEO? bah!).

Scherzi a parte, il mondo del web ha già abbastanza acronimi ma resta il fatto che il posizionamento su e con Twitter sia una faccenda che merita di essere approfondita.
Come migliorare il posizionamento su e con Twitter
Prima di addentrarci nell’argomento, facciamo una puntualizzazione. Parlando di posizionamento per quanto riguarda Twitter distinguerei:
- il posizionamento su Twitter, ovvero le tecniche affinchè i propri messaggi siano visibili sulla piattaforma;
- il posizionamento con, ovvero grazie a Twitter, su Google. Questo secondo aspetto riguarda le tecniche grazie a cui un nostro messaggio su Twitter può posizionarsi bene su Google diventando così una sorgente di traffico per il nostro blog.
Seguendo questa distinzione, in questo post cercherò di riassumere delle tecniche che possono favorire il posizionamento su e con Twitter. In ogni caso, mi auguro che ne segua una discussione che porti ad approfondire, aggiungere o confutare queste idee…si sa, più cervelli sono meglio di uno solo
Le tecniche di posizionamento su Twitter
La sezione “Impostazioni”
Partiamo dalla sezione “impostazioni“. La prima casella da riempire che troviamo è il nome, in cui Twitter consiglia di inserire il proprio vero nome per essere trovati da chi ci cerca attraverso il motore di ricerca interno della piattaforma.
Questo suggerimento sembra già essere un’assist da cogliere al volo per migliorare la possibilità di essere rintracciati. Tuttavia, c’è una strategia alternativa per avere come si dice “la moglie piena e la botte ubriaca”, ovvero per migliorare il posizionamento nelle SERP di Twitter e allo stesso tempo mantenere il nome ben visibili per consentire a chi ci cerca di trovarci. Vengo al dunque: quello che ho constatato (e a onor del vero riconosco alla guida su twitter di geweb di avermi messo la pulce nell’orecchio!) è che il posizionamento della nostra pagina migliora inserendo delle parole chiave che identificano la propria attività e quindi presumibilmente i propri argomenti di conversazione. Vediamo come e perchè.
Ipotizziamo di parlare di viaggi: nello spazio dedicato al nome, inseriremo le parole chiave
viaggi last minute
Ho scelto queste tre parole chiave (o per essere pignoli una parola chiave e una keyphrase) non per qualche esoterico criterio di posizionamento, ma perchè di più non ce ne stanno
Se digitiamo la query “viaggi” nel motore di ricerca interno di Twitter, dalla SERP che ne esce notiamo come al posto del nome degli utenti che compaiono, nella riga immediatamente sotto l’username di Twitter vi siano proprio delle ricorrenze della nostra parola chiave “viaggi”!
Ma non è finita qui: ancora prima noterete come la medesima occorrenza della parola chiave “viaggi” compaia proprio nel nome dell’utente!
Possiamo quindi dedurne che in Twitter scegliere una parola chiave per username (nome utente) e nome migliora il posizionamento in Serp.
Proseguendo nella sezione Impostazioni, troviamo due campi altrettanto importanti:
- “il tuo sito”
- “breve biografia”
è evidente che la presenza dell’URL del proprio sito non può che contribuire a veicolare traffico, senza parlare del fatto che se l’URL presenta una o più keyword attinenti alla vostra attività, questo fatto non potrà che rinforzare ulteriormente la coerenza della pagina attorno al tema.
Infine, nella breve biografia si può inserire in 160 caratteri una descrizione della propria attività facendo attenzione a scegliere anche qui delle parole chiave. Questa sezione svolgerà la funzione della description in un sito. In questa sezione si può inserire il proprio nome, che abbiamo sacrificato nella casella iniziale per delle parole chiavi…sempre che il vostro nome non sia una parola chiave
Spuntare la casella Geotagging può aumentare ulterioriormente la possibilità di essere rintracciati.
Per quanto riguarda la sezione impostazioni, queste possono essere le linee guida per ottimizzare le possibilità di posizionamento con e su Twitter.
Veniamo ora alla parte più importante, i contenuti.
Un Article SEO sui Tweet?
Se pensiamo a certi “mitici” criteri di posizionamento come la keyword density, farà perlomeno sorridere pensare a percentuali ideali di parole chiavi in un post di 140 caratteri.
Proprio perchè lo spazio è così limitato può tornare utile qualche accorgimento su come scrivere un post per ottimizzarne il posizionamento:
- su Twitter va tanto di moda l’abbreviazione degli URL, ma proprio l’URL esteso può contenere dele parole chiavi importanti per posizionare e tematizzare meglio il post. Quindi vale il consiglio dato nel post precedente: se il vostro obiettivo è dire di più, abbreviate, se strizzate l’occhio al posizionamento del vostro tweet…lasciate l’URL come mamma lo ha fatto.
- è abbastanza scontato a questo punto suggerire di comporre un messaggio con un paio di parole chiavi…anche perchè tanto altro spazio, con l’URL esteso, non ne avete.
ecco quindi dei suggerimenti empirici per sensibilizzare a un’azione di posizionamento su Twitter che può risultare utile sia che abbiate dei loschi fini di marketing
o semplicemente che amiate il microblog per quello che è essenzialmente: uno strumento di condivisione, comunicazione, interazione.
Ovviamente mi aspetto che i punti sopra siano integrati, puntualizzati e costruttivamente criticati da chi ha la curiosità di scoprire ancora i pochi (o tanti?) lati oscuri rimasti nel social media marketing…che talvolta diventa social media optimization
Alla Prossima,
Emanuele
Vedi anche:


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