I tag bold, strong, italics e il posizionamento

L’influenza dei tag bold, strong, italics ed emphasis sul posizionamento sui motori è un tema che ha lasciato spazio a un dibattito che sembra convergere sull’importanza dell’inserimento di parole chiavi in questi tag al fine di valorizzarle nei motori di ricerca.
Vediamo innanzitutto come riconoscere i tag bold e strong in un documento html e una avvertenza in merito:
Il codice HTML per il comando Bold è così espresso: <b>parola chiave</b>
Attenzione, alcuni programmi HTML editor, utilizzano il codice <strong> per il comando Bold. Se da un punto di vista della formattazione il risultato è lo stesso, da un punto di vista dei motori di ricerca non è la stessa cosa. Quindi accertatevi che il codice sia questo <b></b>
C’è anche chi sostiene la tesi contraria di una superiorità del tag strong sul tag bold.
Ecco una posizione ufficiale di Google espressa nella panoramica sulla tecnologia di Google:
Google analizza l’intero contenuto di una pagina e tiene conto dei caratteri, delle suddivisioni e della posizione precisa di ogni parola
Sull’uso del tag Bold e Strong Matt Cutts di Google risponde, con la consueta schiettezza
che a una domanda che chiede
Domanda: It’s really sad that the bold element in HTML is ranked slightly higher than that strong element. It has been marked as deprecated by W3C (the strict doctypes) so it should really not rank higher.
Risposta di Matt Cutts: I think it’s mostly an artifact that everyone used bold first. But again, the difference is pretty trivial.
Tradotto: Credo che sia soprattutto un artefatto che tutti utilizzino prima il tag bold al tag strong. Ma ancora una volta, la differenza è piuttosto banale.
Per Bing, il motore di MSN Live, sembra essere importante come fattore on page per il posizionamento la presenza di una keyword nel tag BOLD.
Per quanto riguarda la preminenza tra il tag italic e strong, la bilancia sembra pendere a favore del primo:
Grassetto: usare il bold/strong sulle parole chiave sembra avere un bassissimo peso a livello SEO, e pertanto suggeriamo di utilizzarlo solo raramente e solo sui termini/frasi in target.
Corsivo: sorprendentemente, il testo italico/enfatizzato sembra avere una correlazione col posizionamento leggeremente più alta del bold/strong, e pertanto si suggerisce di utilizzarlo sui termini/frasi in target.
In definitiva, al di là delle prove empiriche da valutare individualmente, se ci si fida di Google, “Strong is treated the same as bold, italic is treated the same as emphasis” . . . Matt Cutts July 2006
aggiornamento del 8/3/2010: i tag bold e italics sono deprecati dal W3; da prove effettuate su link testuali come Lynx (per simulare la lettura di un crawler), Strong risulta essere l’unico tra i tre a dare enfasi, cfr S.E.O. di Davide Vasta.
Photo credit:undewatla
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